Dieci di anni di studio e passione – capolavori aborigeni della collezione Isarte

Rosie Nanyuma

La Galleria Isarte è felice di invitare gli amici, i collezionisti e gli amanti dell’Australia a festeggiare con una mostra-evento i primi dieci anni di attività nel campo dell’arte aborigena australiana. Nell’occasione si potranno ammirare per la prima volta alcuni capolavori della pittura aborigena contemporanea provenienti dalla collezione privata della Galleria. Verranno esposte al pubblico una serie di opere scelte, alcune di assoluto rilievo storico, selezionate nel corso della decennale attività di leader nel settore in Italia.

La collezione di Isarte Fine Aboriginal Paintings è il frutto di un’assidua passione per la pittura del popolo aborigeno e riflette la scelta di fondo che ha ispirato fin dall’inizio l’attività della Galleria: contrapporsi alla facile importazione di opere aborigene di qualità decorativa, basate perlopiù su sterili grafismi, nelle quali lo spirito originario del “bush” è andato irrimediabilmente perduto. Purtroppo non è raro che questi dipinti rechino la firma di artisti famosi e perciò la capacità di scegliere è determinante. Per scegliere occorre conoscere i luoghi e le persone, visitare le comunità indigene nei siti più remoti del deserto, studiare e comprendere per quanto possibile questi straordinari artisti e il modo in cui concepiscono la loro arte, così ricca di significato religioso e spirituale. Significa cioè approfondire una cultura millenaria, i miti e i simboli espressi nei suoi dipinti, che non possono essere trattati come piacevoli forme “astratte” o, peggio, come semplici oggetti d’arredo.

In occasione della mostra verrà presentato per la prima volta in Italia uno dei più importanti documenti storici dell’arte aborigena: si tratta di uno dei quadri eseguiti sulla veranda di Geoffrey Bardon nel novembre-dicembre del 1971 (John Tjakamarra, Man’s Corroboree, tecnica mista su tavola). Bardon è lo scopritore di questa pittura e – come egli stesso racconta e documenta attraverso fotografie – sulla veranda della sua casa di Papunya Tula furono realizzate alcune fra le primissime opere del movimento pittorico aborigeno. Si tratta infatti di uno dei ventiquattro dipinti pubblicati dallo stesso Bardon nel 1979 nel primo libro mai dedicato all’argomento.

In occasione della mostra Isarte è felice di offrire al pubblico una chicca non meno preziosa: una selezione di piccoli dipinti eseguiti di bambini aborigeni fra i sei e dodici anni della comunità di Yuendumu. I quadretti fanno parte di una collezione privata della Galleria che per la sua importanza storica e sociale nel 2009 è stata esposta nel Musée des confluences di Lione. Il pubblico sarà sorpreso nello scoprire che i bambini aborigeni possiedono naturalmente la stessa stupefacente creatività dei loro genitori!

Sempre in occasione dell’evento, il pubblico verrà allietato dalla musica aborigena di Martin O’Loughlin, uno dei più noti performer di didgeridoo, che dal 1994 si è specializzato nello studio e nella rielaborazione dei ritmi e delle sonorità aborigene.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 dicembre, solo su appuntamento.